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Blog Fuoripista

Opinioni, spunti e pareri controcorrente sul mondo della neve e della montagna.

Perché di sci e vette parlano in molti, ma molto spesso a sproposito

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“Apriamo lo sci per i residenti, anzi no”: quelle strane giravolte dell’Alto Adige

A pochi giorni dall’annuncio del via alla stagione il 18 gennaio solo per i residenti, il presidente bolzanino Kompatscher ha fatto per l’ennesima volta retromarcia. Così si illudono gli appassionati e si rischia di perdere credibilità

Max Cassani | 15 January 2021 |

Contrordine sciatori! Niente più apertura degli impianti il 18 gennaio nella provincia di Bolzano, neanche per i residenti. Dopo aver annunciato una “via autonoma” altoatesina sul via alla stagione sciistica, dopo soli tre giorni il presidente bolzanino Kompatscher ha fatto retromarcia adeguandosi di fatto alla bozza del nuovo Dpcm del governo Conte, che rinvia la chiusura fino a metà febbraio.

Ancora troppo alta la curva dei contagi (ma lo era anche tre giorni fa), complicato prendere certe decisioni se si non si è in zona gialla (figurarsi rossa) ma soprattutto il rischio che gli agognati ristori potrebbero non arrivare da Roma in caso di autonomi “strappi”: che sia questo il motivo alla base del dietrofront?

Non è comunque la prima volta che il presidente Arno Kompatscher annuncia demagogiche fughe in avanti poi puntualmente smentite dai fatti a distanza di poche ore. Questa volta gli ha fatto eco anche l’assessore trentino al turismo Roberto Failoni, che l’altroieri ha annunciato una via trentina alla riapetura di funivie e seggiovie per i residenti «anche per dare un segnale psicologico agli operatori e ai lavoratori del settore». Dichiarazione poi ammorbidita dal presidente della provincia Maurizio Fugatti, che non lesina una frecciatina al suo omologo altoatesino: «Qualora il Trentino sia ancora classificato come giallo, abbiamo chiesto al governo di poter permettere lo sci ai residenti. Bisogna però vedere prima la classificazione delle zone: in generale credo sia poco serio fare il passo più lungo della gamba sapendo di dover poi fare marcia indietro».

Già, poco serio e anche poco rispettoso nei confronti degli appassionati di sci e della montagna. Che da due mesi stanno subendo questa indegna telenovela sull’apertura degli impianti sempre rinviata da parte del governo: forse aprono per l’Immacolata, no entro Natale, il 7 gennaio, no il 18, anzi non prima del 15 febbraio. Francamente non si sente il bisogno di avere ulteriori illusioni da parte di regioni, province e amministratori locali. Che così facendo rischiano di perdere, oltre agli sciatori, anche la loro credibilità.

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